MUSICA. NE PARLAVAMO TANTO TANTI ANNI FA

RIVALUTARE GLI 883 

Il crescere dell´età - il naturale invecchiamento: gli impegni crescono relativamente, e il subconscio cerca sfoghi e ogni tanto porta a emergere elementi di regressione adolescenziale (evito qui paragoni con un famoso scrittore francese baffuto e i suoi biscottini da the).

Cosi oltre ad avere caricato sull´Ipod "What the hell" di Avril Lavigne, talvolta mi ritrovo a canticchiare melodie  stagionate, e quando tale canticchiamento non é episodico ma si fissa per qualche giorno, queste diventano ciò che i tedeschi chiamano Ohrwurm (verme nell´orecchio  - non una malattia, ma il refrain da cui non ti liberi), e io allora mi interrogo.

Fenomenologia di Max Pezzali: oh, è stato riabilitato da più parti e vedendo You Tube é attivo ora come cantautore "serio", eppure nelle sue canzoni di adesso non ritrovo un´urgenza, una verità che c´era ai tempi degli 883, di lui e di Repetto (che il merito fosse di Repetto? dovrei chiederlo ai due interessati - riuscissi a contattarli).

Può sembrare sciocco parlare di verità: dopotutto gli 883 erano nati come creatura di Cecchetto e c´era sicuramente molto di studiato a tavolino nei video, nella produzione e così via. Ma io credo che il nucleo forte della loro produzione fosse la capacità di Pezzali di produrre melodie a presa rapida e convincenti e combinarle con un elevato contenuto di verità e potenziale di identificazione nei testi.

Se sento "Con un deca" (da cui questo post prende il titolo) io penso spontaneamente alla città di notte, a pochi soldi in tasca (no, non ho una storia di famiglia poco abbiente - semplicemente non avevo voglia di studiare e i miei genitori giustamente mi tagliavano la paghetta), al benzinaio da cui correre "almeno a piedi non ci lascerà". La città in questione è Pavia (patria degli 883) che conosco relativamente bene, e non si può secondo me discutere che testo e atmosfere della canzone abbiano la capacità di "ricostruire quel mondo" in pochissimi tocchi. Suvvia "...due discoteche, centosei farmacie" è un verso geniale. E se gli 883 fossero stati di Milano e non di Pavia, la canzone sarebbe stata completamente diversa (avrebbe dovuto essere "...200 discoteche di cui 198 da sfigati, 106 farmacie...") e questo è anche un segno di come Cecchetto in certe scelte non deve essersi imposto più di tanto.

Tantissima verità trovo anche in "Sei un mito". Qui l´identificazione é stata un po' rovinata dal film Jolly Blue dove il mito in questione è stato sostanziato in.... Sabrina Salerno.... mai poteva essere fatta scelta peggiore. Pezzali parlava del ragazzo normale che non sapendo neanche come riceveva finalmente un appuntamento non tanto dalla pin-up o velina ante litteram alla Salerno, ma dalla ragazza considerata la più bella e irraggiungibile della città o del quartiere - mi piace immaginare che non fosse una maggiorata alla Salerno, ma una ragazza tutto sommato normale, una che a Pavia è "top of the notch" ma magari trasferita a Milano si confonderebbe nell´abbondanza generale....

Anche qui trovo geniale l´attacco "Tappetini nuovi, arbre magique...deodorante appena preso che fa molto chic...appuntamento alle nove e mezza ma io per non fare tardi forse ho cannato da dio...alle nove sono già sotto casa tua..."
C´è tutto un mondo e chi è maschio e ha dato relativa importanza a un appuntamento con l´altro sesso credo si possa riconoscere: la foga di fare bella figura, la paura di ritardare, quella mezz´ora di anticipo con lo stomaco che si rivolta e la necessità di far passare il tempo....

Tutto sommato la rivalutazione del passato è scritta un po' nella storia del mondo - e volendo essere meno ambiziosi è sicuramente figlia dei nostri tempi e della cultura pop...Pappalardo a Mai Dire Gol e così via.

Ma qui non si tratta di rivalutare, quanto di valutare con serenità: Pezzali era un grande songwriter (ci sarebbero altri esempi: La regina del celebrità, Come mai, Nord sud ovest est) e così in tutti i limiti di una produzione che per forza di cose era commerciabile andrebbe valutato - al di là di ogni regressione adolescenziale. Eh si, aeroplano che te ne vai, lontano da qui chissà cosa vedrai...

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