LIBRI E RECENSIONI. KAZUO ISHIGURO - QUEL CHE RESTA DEL GIORNO.

RIMPIANTI E INDIZI

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In Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro ho trovato le stesse caratteristiche che mi avevano fatto apprezzare lo struggente Non lasciarmi: una grandissima padronanza dei ritmi, e una gestione magistrale dell´elusività e della costruzione "a indizi progressivi", qui unite a una grande capacità mimetica nell´uso del linguaggio.

In effetti nelle prime pagine la voce di Mr. Stevens, maggiordomo di Darlington Hall, testimone ingenuo di alcuni grandi eventi della storia europea nelle adiacenze della seconda guerra mondiale, sostenitore un po´ rigido di una dignità molto british, pare uscita da qualche romanzo vittoriano, con effetto straniante e un perfino po´irritante. Finché non ci si accorge che qualcosa incombe, che dietro alla perfezione formale della lingua, parallela e corrispondente a quella operata da Stevens nel suo mestiere, esistono delle minacce, delle mancanze e numerosi non-detti.

I formalissimi (ma in qualche modo disturbanti, disturbati) ragionamenti di Mr. Stevens ci conducono da una parte nei salotti di Lord Darlington, dove si cerca di scrivere la storia europea, e dall´altra nei bui corridoi dove si muove la servitù, e in particolare verso gli alloggi di Mrs.Kenton, altera ma non imperturbabile collega di Stevens.

Non sarebbe leale dire molto di più della trama, è una storia di destini segnati e rimpianti (temi comuni con Non lasciarmi) scritta con una maestria davvero ammirevole, nessuna pagina va sprecata, ogni episodio, non importa quanto insignificante, va a costruire e completare una figura in qualche modo grandiosa come quella di Mr. Stevens. Le scene di società sono orchestrate con mano felicissima, fanno nei momenti più felici pensare al Flaubert de L´educazione sentimentale.

Un libro riuscitissimo, insomma, dal punto di vista del romanzesco, della storia e della sua realizzazione. Assumendo una prospettiva più ampia, sapendo del Booker Prize del 1993 e della possibile inclusione di Ishiguro in un canone di scrittori inglesi contemporanei la mia idea è però che si tratti - e va bene, intendiamoci - di un intrattenimento di altissimo livello, e non mi pare un caso che questo libro sia stato filmato da un grande manierista come James Ivory.
Questo non vuole ovviamente sminuire la fattura sopraffina di questo romanzo, come sempre quando si parla di fattura, come nel giudicare certe raffinate porcellane, è quasi implicito che si tratti di artigianato, seppur magistrale, pagine dal quale qualsiasi aspirante (o anche non-aspirante) scrittore potrebbe imparare certi trucchi del mestiere, nel senso più ampio e onorevole possibile.
Dei canoni e di che tipo di scrittore sia Ishiguro  e se sia un grandissimo in assoluto credo si possa parlare in altra occasione.

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Informazioni sul libro

Kazuo Ishiguro - Quel che resta del giorno
Traduzione di Maria Antonietta Saracino
Ed. Einaudi 2005
296 pg.
Attualmente in commercio

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