LIBRI E RECENSIONI. VITTORIO SERMONTI - SE AVESSERO

DIALOGHI CON SE STESSO


Se avessero


A pagina 137 di questo Se avessero Vittorio Sermonti ci dice questo "...comportarono un rilevante mutazione della mia esistenza, della quale probabilmente non interessa niente a nessuno a me sì".

Avuta questa liberatoria, mi son sentito autorizzato ad abbandonare una lettura su cui stavo già vacillando. Non perché il libro sia brutto, non si tratta di quello, a volte i libri brutti addirittura li finisco. Ma inutile, direi. Inutile non nel senso di insulso, ma direi completamente ed ermeticamente autoreferenziale, ecco.

Chiaramente questi giudizi potrebbero sembrare davvero inadeguati, insultanti, se riferiti a una figura di intellettuale, critico, saggista e ancora altro come Sermonti, ma chiaro, il lettore giudica qui e adesso il libro che ha di fronte, e mi pare che la frase sopra riportata possa ben riassumere la mia perplessità. Non interessa. Non mi riferisco strettamente alla sua vita, immagino che sia stata ricca, stimolante, interessante, variegata, variopinta, avventurosa e ancora tante altre cose. Ma come la racconta, ecco,, intanto questa vocina querula e petulante, proprio una vocina, un falsetto direi, a volte anche un po´sfiatato, poi le continue interruzioni di se stesso, le digressioni, i rimandi a pagine precedenti, da lettore sono amico delle letture digressive, ma quando ho la sensazione che servano a qualcosa, che portino un arricchimento, un cambio di prospettiva, una sfida che non sia solo quella di snervare chi legge, di confonderlo, di - in un romanzo/memoir tutto sommato breve - fargli faticare ogni pagina, stentare a riconoscere ogni personaggio e situazione, poi neanche tanti e neppure tante, alla fine dei conti.

Nessuno mette in discussione la sincerità dell´ispirazione, l´urgenza anche anagrafica di mettere su carta la propria educazione politica, familiare e sentimentale, ma da lettore,da lettore pure assiduo di autofiction e memorie varie dico che negli ultimi tempi non ne avevo lette di così chiuse in se stesse, auto-dialoganti, esclusive in senso letterale.
Curiosamente una delle letture più (sorprendentemente) irritanti e deludenti (viste anche le aspettative) degli ultimi due anni insieme a Non luogo a procedere di Claudio Magris (ambedue Garzanti, ma non so se voglia dire qualcosa).

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Informazioni sul libro
Vittorio Sermonti - Se avessero
Ed. Garzanti 2016
210 pg.
Attualmente in commercio 
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