LE ANTICIPAZIONI PER GENNAIO E FEBBRAIO. GLI ITALIANI.

RICUPERATI. MARONE. ZARDI. PERISSINOTTO. COVACICH.


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Ecco alcuni scrittori italiani in uscita tra Gennaio e Febbraio, manca ancora forse un libro-evento ma vederemo andando avanti.

Gianluigi Ricuperati - La scomparsa di me (Feltrinelli) - in uscita a Febbraio
Ricuperati mi aveva discretamente incantato con il suo Il mio impero é nell´aria, uscito nel 2011 per Minimum Fax, romanzo che si muoveva sui toni del surreale e dello straniante nel descrivere una vera ossessione per il denaro.
Deludente seppur non privo di qualche squarcio fascinoso era stato invece il suo esordio per una major, La produzione di meraviglia, pubblicato da Mondadori nel 2013.
Sono passati quattro anni e c´è stato un nuovo cambio di editore, ed esce ora per Feltrinelli La scomparsa di me dove viene giocato uno spunto non completamente nuovo ma potenzialmente suggestivo, ovvero il romanzo post-mortem, dove prende una parola un personaggio deceduto, qui attraverso una polifonia di voci "penetrando" in quelle di chi lo ha conosciuto, una lateralizzazione insomma del classico romanzo di "deception" dei punti di vita dove diversi personaggi danno la loro versione su quello scomparso. Ci guarderò dentro e poi deciderò se dare un´altra possibilità a uno scrittore che all´esordio mi era parso di sicuro talento.

Lorenzo Marone - Magari domani resto (Feltrinelli) - in uscita a Febbraio
Con Marone finora mi sono soprattutto "sfiorato" ma di lui ho sentito parlare molto bene da lettori di cui mi fido. Mi pare che questo scrittore si muova in un territorio cordiale e ai confini con il mainstream, lontano dalle sperimentazioni ma anche dell´eccessiva linearità di suoi colleghi troppo da classifica, e si proponga di descrivere sentimenti e vicende di gente comune con quel tocco di riconoscibilità e potenziale di identificazione che spesso aiuta ad ampliare la cerchia dei potenziali lettori;in La tentazione di essere felice c´era l´anziano arrivato al tempo dei bilanci e che ritrova interesse per la vita attraverso il suo incrocio con una coppia di giovani con qualche "segreto", in La tristezza ha il sonno leggero abbiamo un personaggio "in via di definizione" con vita programmaticamente incasinata e incompiuta messo di fronte alla possibilità di andare in rovina definitivamente o rifarsi una vita. I libri erano andati piuttosto bene e sotto questa luce vedo il passaggio da Longanesi a Feltrinelli, editore forse più adatto a curare narrativa italiana non di genere.
Anche la trama di quest´ultimo pare ricca di archetipi: la donna-avvocato in jeans single e combattiva incastrata in una vita non soddisfacente e il deus-ex-machina in forma di bambino (le viene assegnata una causa per affidamento), anche qui per arrivare ad affrontare il momento delle scelte di vita.
Chi lo ha letto si è sempre o spesso appassionato a queste storie e alla lingua semplice ma non banale e allo sguardo partecipato e affettuoso, magari sarà la volta che lo leggo pure io.

Paolo Zardi - La passione secondo Matteo (Neo) - in uscita a Febbraio
Due anni fa XXI Secolo era stato un piccolo fenomeno sia editoriale che social, il romanzo era stato candidato allo Strega e grazie all´abilità dell´editore si era creato un forte seguito di sostenitori di questa avventura di un indipendente nella dozzina del maggiore premio letterario.
Ecco, e il romanzo era decisamente buono, una visione distopica-apocalittica forse non originalissima ma costruita con competenza, partecipazione e idee chiare, lo avevo recensito qui.
Nonostante il buon successo, Zardi resta fedele all´attivo editore abruzzese, per il quale sta appunto per uscire questo nuovo lavoro.
Di cui finora non si sa molto se non che al centro della narrazione sta un tenore impegnato a cantare Bach mentre il padre si spegne, e di un viaggio di ritorno a casa in treno. Comunicherò altri dettagli appena ne verrò a conoscenza, nel frattempo resto in attesa ottimista.
Inoltre Zardi é fan di Martin Amis, il che non guasta mai.

Alessandro Perissinotto - Quello che l´acqua nasconde (Piemme) - in uscita a Febbraio
Quando si parla di scrittori lontani dai riflettori si rischia sempre di essere un po´triti e retorici, specie poi se ci si riferisce a uno che é stato finalista allo Strega perdendo di un incollatura contro Walter Siti, nel 2013.
Le colpe dei padri era romanzo congegnato benissimo e appassionante, vero e compatto sia quando si immergeva nei rimasugli degli anni di piombo e nel peso del passato sia quando affrontava i tormenti personali di un ex-"Re del mondo" e tanto più quando descriveva il mondo della fabbrica torinese e e le sue dinamiche.
Nonostante queste doti, mi pare più scrittore da seguito fedele di appassionati che da stelle filanti e fuochi artificiali a ogni uscita, e infatti anche in questo ultimo appena pubblicato sono inciampato quasi casualmente.
È una nuova storia torinese, e nuovamente entrano in gioco il peso e le zavorre di tempi passati, qui tornano gli anni di piombo fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale, questi mi sembrano i paraggi consueti di Perissinotto, penso proprio che darò un´occhiata più che incuriosita - aggiungo e ripeto che Le colpe dei padri mi era piaciuto molto e lo ritenevo solo di un soffio meno valido del vincitore Walter Siti (peraltro anche lui intento a decostruire un Re del mondo), nel duello di ormai quattro anni fa.

Mauro Covacich - La città interiore (La nave di Teseo) - uscito a Gennaio
Per fortuna non si giudica un libro solo dalla sua copertina, altrimenti il nuovo Covacich (che è scrittore importante, e alla sonnecchiositá di questo Gennaio innevato e soffuso attribuisco il fatto che si stia parlando poco della sua nuova uscita) sarebbe da ignorare completamente, credo che lo prenderò su E-Book per evitare di girare con un tale obbrobrio (neanche le band di epic-metal degli anni ´80 arrivavano a tanto).
Si sa che lo scrittore triestino prima o poi fa il romanzo sulla storia recente della sua città, questa sembra l´intenzione di Covacich, unita a un racconto della propria formazione politica (in senso sia proprio che lato).
C´è il dopoguerra, c´è l´epoca del terrorismo negli anni ´70, ci sono tre generazioni di padri-figli, un incipit svelto e multiforme, insomma un romanzo che potrebbe regalare di più, davvero molto di più, di quanto l´involucro (non) prometta. Spero se ne parli presto, anche in luoghi maggiormente autorevoli del mio.

Chiudo qui, sperando di aver dato qualche spunto interessante per chi (ancora) ha fiducia nei narratori di casa nostra. Stay tuned.

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