LE ANTICIPAZIONI PER IL 2016. GLI ITALIANI. CATOZZELLA. TREVISAN. PARENTE. DEL GIUDICE.

PERCORSI DIAGONALI


Recensireilmondo




Seconda e per il momento ultima puntata per le anticipazioni italiane, con 4 autori/libri differenti e spero comunque interessanti.

Inizio con quello che potrebbe avere più successo commerciale di tutti: Giuseppe Catozzella che con il pur "pallido" Non dirmi che hai paura ha vinto il Premio Strega Giovani 2014 e ha scalato le classifiche, forte di una storia suggestivo/emozionale che forse andava raccontata in maniera
un po´piú decisa, con una lingua maggiormente risoluta.
In ogni modo, mi va di segnalare il nuovo atteso romanzo di Catozzella, Il grande futuro, che esce il 14 Gennaio per Feltrinelli.
Lo scrittore sembra essersi specializzato nel portare da noi storie attinte dalla cronaca, ma di quella cronaca che rischia a medio termine di diventare storia, in altri termini storie e racconti urgenti e con un certo retrogusto di furbizia editoriale, romanzi che paiono fatti apposta per innestarsi in un incessante reportage di attualità tra editoriali, servizi televisivi, articoli, stati di Facebook e magari qualche post condiviso tipo "Dimissioni e tutti a casa" sempre sui social media.
Seppure si legga tra le righe come da parte mia queste premesse non siano particolarmente lusinghiere, lo spunto é di grande interesse e - come dicevo - commerciabile quanto basta: l´amicizia tra Amal e Ahmed, su un´isola frantumata in una guerra civile, il tema dell´amicizia e del primo amore, progressivamente offuscati dall´ombra del conflitto e della crudeltà, e poi la scelta di Amal, andarsene dall´isola e abbracciare l´Islam, quello più estremo, quello che trova nella morte - nel suicidio sacrale contro gli infedeli - una scelta di vita.
Ripeto: tutto molto attuale e senza dubbio, in mano a uno scrittore vero, o meglio, a uno scrittore con un po´di vertebre e midollo, materiale di grande interesse e potenziale. Vediamo come se la giocherà questa volta Catozzella.

Scrittore un po´piú "riparato" e nascosto, seppur attivissimo, é Vitaliano Trevisan, che passa dal romanzo, al teatro, al racconto e che ritroveremo in libreria a Marzo 2016 per Einaudi con Works.
Trevisan é scrittore del nord-est e con questo romanzo sembra "fare leva" sulla tematica dei soldi - degli sghei (che ha prodotto esiti interessanti come Cartongesso di Maino o Effetto Domino di Bugaro) - e unirvi un po´della sua biografia di scrittore e operatore culturale tardivo, di figlio di una classe operaia priva di particolari ideologismi da scrittore con l´eskimo perché (probabilmente) chiusa in un angolo, priva di una vera prospettiva.
Il titolo si riferisce ai "lavori", di ogni genere, intrapresi dal giovane protagonista per sfuggire alla povertà, non la povertà vera, quella che ti lascia la pancia vuota, ma quella più insidiosa che ti tiene lontano dai "simboli", dal consumo che si fa parziale possibilità di ostentazione, in questo caso banalmente una bicicletta nuova fiammante che sostituisca quella del quindicenne personaggio, costretto a usare quella della sorella tra lo scherno degli amici del paese.
Vedremo se e come la sincerità, la schiettezza di Trevisan si giocheranno questa partita.

Passo a uno tra gli scrittori più irriverenti del nostro scenario, uno di cui ti chiedi continuamente se ci é o ci fa (sperando sinceramente che ci faccia); più che il personaggio poté il libro, Il piú grande artista del mondo dopo Adolf Hitler era politicamente scorretto, autocompiaciuto, parodistico, ma supremamente divertente e in certi momenti anche decisamente tenero.
Parlo chiaramente di Massimiliano Parente, che tornerà in libreria a fine Gennaio 2016 con
L´amore ai tempi di Batman. 
La trama é amabilmente scombiccherata e Parentiana: un ex-giovane bambino prodigio, ora orfano milionario e annoiato, un cane chiamato Stephan Hawking (!), uno choc amoroso che rinfocola
l´ossessione del protagonista per la pornostar Sasha Grey (!!), un provvidenziale (?) travestimento da Batman (!!!) per operare le proprie vendette.
Su Parente: c´é chi non lo sopporta per gli stessi motivi per cui io lo trovo per certi versi tenero (perché vuole scandalizzare ma in questo Globale Puttanaio viene superato costantemente dalla realtà) e indubbiamente divertente (per come scrive, non lui come persona). Mi aspetto grandi scorrettezze politiche, sesso, elucubrazioni post-Houllebecquiane e diverse risate.

Finisco con Daniele del Giudice, una parabola di scrittore interessante, a tratti geniale (specie nel racconto breve), e ora funestata dalla sua malattia (l´Alzheimer) che immagino ce ne vieterà nuovi esiti.
Parlavo di racconto breve, ero rimasto incantato ai tempi dalla raccolta Mania (secondo me il suo massimo risultato) e nella tristezza per lo stato di fatto accennato sopra, sono contento che Einaudi ne pubblichi ad Aprile Tutti i racconti, mettendo insieme (credo) appunto le raccolte Mania e In questa luce e penso altra produzione sparsa dello scrittore romano.
Nei suoi racconti si ritrovavano tutti le sue qualità di "post-Calviniano": brevità, lucidità, limpidezza di scrittura, interesse per i temi scientifici e artistici, e almeno in Mania anche una grande qualità di scarto laterale, di ingresso dell´inatteso in situazioni quotidiane e familiari.
Penso si possa iniziare (o ricominciare) da qui a scoprire questo autore.

Per ora ho finito con gli italiani, mancano due puntate: un´altra sui Big e una sugli Avveduti. Stay Tuned...

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