LE ANTICIPAZIONI PER Il 2016. GLI AVVEDUTI. PETRUSEVSKAJA. ULRICH BECHER. ROTHMANN. MARIO BENEDETTI.

UNA RICCHEZZA GLOBALE


Recensireilmondo




Eccoci con la seconda puntata (di tre o quattro totali) delle anticipazioni avvedute, quelle in cui gli autori a volte hanno veri e propri nomi da scioglilingua.

É questo il caso della prima scrittrice in programma, la russa Ljudmila Petrusevskaja; ok, ce l´ho fatta, da ora é tutto in discesa.
Si tratta di una scrittrice russa classe 1938 considerata in patria tra le maggiori, che parte da tradizioni eccellenti come Cechov e Gogol´ e le immerge nella bacinella postmoderna, con elementi horror, fantascientifici, surreali. Da noi si trova ormai poco di lei (e prevalentemente come racconto breve) per potersi fare un´idea, ma Einaudi pubblicherà a Febbraio la sua raccolta di racconti C´era una volta una donna che (il titolo potrebbe subire variazioni).
Questo libro del 2009 é stato un caso letterario, un best-seller negli Stati Uniti, richiamando improvvisamente un´attenzione internazionale attorno a questa autrice a lungo poco letta.
Si tratta di una collezione di storie tra il surreale e il grottesco, controluce - sostiene la critica - una descrizione della società russa nel tempo, nel passaggio tra il comunismo e la successiva disgregazione.
Per la cronaca la traduzione del titolo originale sarebbe "C´era una volta una donna che provò a uccidere il neonato del suo vicino", ed effettivamente al di là del tentativo critico (probabilmente corretto) di collegare questi racconti con l´attualitá sovietica, la definizione che ricorre di più per i racconti della P. é di "favole nere", scary fairy tales, con molti richiami - per esempio - a Poe. Insomma un´operazione interessante, che probabilmente farà parlare di sé anche da noi.

Nome più semplice-  anche se altrettanto poco conosciuto dal pubblico - é quello del tedesco Ulrich Becher, di cui Baldini e Castoldi sta ripubblicando il romanzo più noto, Caccia alla marmotta.
Questo librone di quasi 600 pagine narra la fuga di un giornalista comunista dall´Austria "annessa" nella neutrale svizzera.
Alla straniante sensazione del fuggitivo, alle conseguenze dell´assunzione di eferdrina per combattere l´influenza si aggiunge il sospetto - forse l´allucinazione - di essere spiato da due cacciatori di marmotte inviati dai nazisti per eliminarlo. A questa trama principale si affiancano varie digressioni, storie parallele della famiglia del protagonista, vicende di fuga dai campi nazisti...
Ironia, racconto psicologico, storia di formazione, thriller politico, a questo libro sono stati attestati diversi registri e molta é stata la gioia della critica tedesca nel vederlo riscoperto qualche anno fa, apprezzandolo come uno di quei romanzi "fondamentali" sulla follia nazista (in senso esteso, ovvero sugli effetti che essa produceva nelle persone e nelle storie).

Rimango in Germania con Morire in primavera di Ralf Rothmann previsto da Neri Pozza per i primi mesi del 2016. É un libro sul dramma e il caos degli ultimi giorni della guerra mondiale, ha come protagonisti due giovani amici reclutati durante le pieghe finali del conflitto, e i cui destini prima si separano per poi tornare a incrociarsi nella maniera più drammatica.
Si parla di quel particolare clima da apocalisse, valori morali che cadono, diserzione, cecità di chi combatte sapendo di aver già perso, e nonostante tutto desiderio di vita, di una normalità che sembra impossibile ma si può realizzare in un momento di sesso, o in un ideale nascondiglio, nel quale rinchiudersi fino alla fine, o fino alla speranza.
Rothmann é autore piuttosto apprezzato qui in Germania, di questo suo libro - che ha avuto critica ottima e buon successo di pubblico - si sono rimarcati il realismo e l´asciuttezza della prosa,
l´efficacia delle psicologie, e visto il momento dell´uscita qualcuno ha detto che "l´era post-Grass non poteva iniziare in maniera migliore". Buone credenziali, insomma.

Finisco finalmente con un autore che invece molti di noi/voi abbiamo/hanno la possibilità di conoscere. Mario Benedetti, scrittore urugaiano che é stato letto e apprezzato lo scorso anno con La tregua.
Sempre Nottetempo pubblicherà a Gennaio 2016 Chi di noi, che di Benedetti é stato l´esordio ronanzesco, del 1953. É la storia di una sorta di relazione pericolosa, di un triangolo amoroso FMM, Benedetti é d´altra parte un attento e sensibile esploratore di sentimenti, conflitti e dinamiche di coppia.
L´autore usa i punti di vista dei tre personaggi sotto forma di diari di Miguel (il marito autodistruttivo), di lettera di Alicia (la moglie bella e brillante), di racconto di Lucas (l´amante, lo spirito libero).
Tutto questo in appena un centinaio di pagine, che credo chi ha apprezzato La tregua non veda l´ora di scoprire.

Mi pare che per oggi ci siamo, ma mancano ancora una/due puntate (vedremo) quindi....stay tuned.




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