L´ALTRA METÁ DEL LIBRO A GENOVA + INTERVISTA

CHIACCHERE CON MICHELE VACCARI




Vita...vita da Blogger espatriato, in trasferta può anche risolversi nel realizzare che nella tua città natale si svolge una manifestazione letteraria molto interessante.
Genova - L´altra metà del libro, dal 13 al 15 Novembre (appena finita, quindi).
Inutile elencare gli ospiti di una manifestazione appena passata, quindi lo faccio: Lagioia, Missiroli, Khadra, Lucarelli, Peano, Maggiani, Maurensig...

Mi sono incuriosito, mi son ripromesso di partecipare (la mia città! questo centro medioevale ombroso, Palazzo Ducale e la sua bianca eleganza), nel frattempo ho fatto qualche domanda a Michele Vaccari, direttore artistico della narrativa italiana contemporanea nell´ambito della manifestazione.


Come prima cosa qualcosa sul format della manifestazione.
L'altra metà del libro è ormai un'istituzione culturale di Fondazione Palazzo Ducale. L'idea di Luca Borzani, il presidente, è stata coinvolgermi per creare incontri trasversali che abbiano come focus la narrativa italiana contemporanea. Il nostro modo di distinguerci sono state letture immersive gestite da attori professionisti. Non momenti a spot ma brani complessi, anche politicamente scorretti, come lo stile delle presentazioni. La nostra idea è che letteratura sia discussione. 

Visto il focus di Michele Vaccari sulla letteratura italiana un breve commento sullo stato delle cose attuale. Ultimamente si sono imposti (vendite + stampa + premi) autori come Lagioia e Missiroli, che pure hanno diviso gli animi.
Lo stato dell'arte della letteratura italiana ci fa accorgere del livello qualitativo importante ormai raggiunto. Per questo, Lagioia e Missiroli sono divisivi. Alzano lo standard restando profondamente narrativi. La loro lingua è un connubio di tecnica, stile e sguardo. L'universalità cui mirano è il segno di un'apertura alla visione europea del romanzo. Chi critica, lo fa con lo stomaco, rinchiuso in una provincialità che non può accettare il superamento della nicchia intellettuale come orizzonte letterario.

Parlando di editoria, il deal Mondadori-Rizzoli ha dato un´ulteriore sensazione di restringimento degli spazi per l´editoria indipendente. A ogni angolo si teme la sparizione dell´editoria indipendente - già tartassata per questioni di distribuzione. E se a essere pigri fossero i lettori?
I lettori non hanno nessuna colpa. Sarebbe come dare la colpa ai clienti se si mangia male in un ristorante. Le anomalie risiedono nel mercato, nel peso economico abnorme e anacronistico che riveste la distribuzione odierna, legata a schematismi di comodo residuali delle dinamiche del secolo scorso. 

Non apro nemmeno il capitolo promozione. Lavoro da sempre nell'editoria indipendente, prima come editor poi come direttore editoriale. Sfatiamo il mito del piccolo è bello. Piccolo è anche furbizia malcostume capriccio personale di credersi editori dopo decenni di attività che nulla hanno a che vedere coi libri. 

Prima di lamentarsi, bisognerebbe interrogarsi sulla propria preparazione in materia. Se fallisci, se non vendi libri, prima di accusare chiunque guarda i libri che fai, l'originalità della tua proposta, come comunichi i tuoi romanzi nel 2015. Sono rari i casi in cui il demone esiste e molto più frequenti quelli in cui è un comodo capro espiatorio per un proprio dilettantismo che non si riesce a confessare per troppa presunzione.

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