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I MIEI SCRITTORI. BERNARD MALAMUD VS.PHILIP ROTH

RIVALITÀ DI BOTTEGA



Sul Corriere del 17 Novembre Montefoschi parla de Le vite di Dubin di Malamud, nell´ambito del bel meridiano dedicato allo scrittore ebreo-americano.
Vorrei però che qualcuno con più tempo e più argomenti gli rispondesse sul tema dei rapporti tra Philip Roth e Malamud. Nel frattempo provo a fare io qualche considerazione.
Montefoschi riporta infatti un parere di Roth su Malamud uscito a un mese dalla morte di quest´ultimo, dove lo scrittore di Newark parla in termini non esattamente lusinghieri dell´altro, paragonato a un assicuratore, come se Malamud fosse insomma una sorta di grigio travet.
Inoltre proprio Malamud viene identificato come l´autore satireggiato da Roth ne Lo scrittore fantasma dietro la figura di Lonoff, colui che girava e rigirava le frasi.
Montefoschi stesso si permette un giudizio per me alquanto azzardato dicendo (più o meno) che sono costretti a rigirare le frasi quegli scrittori che "Non possiedono l´irruenza di Roth"
Io non sono Montefoschi ma alcune cose le direi:
1) In "Chiacchere di bottega" Roth descriveva la sua amicizia con Malamud e ne veniva fuori un giudizio articolato e positivo. Con un certo grado di approssimazione, lo scrittore di Brooklyn pareva uno di quelli da cui Roth aveva imparato.
2) Roth e Malamud possono ben essere stati "mondi separati" dal punto di vista del comportamento: epicureo Roth e dimesso, quasi stoico, ascetico Malamud, l´uno possente, fisico, corporale, l´altro piccolo, smilzo, un po´grigio.
Eppure Lonoff nel libro è l´idolo del giovane Zuckerman. Può essere che gli idoli vadano abbattuti, ma ciò non toglie che quello sia il punto di partenza, non c´è insomma in Roth l´intento di distruggere criticamente uno scrittore "nemico" o avvertito come un modello da abbattere. Al limite un modello da superare.
3) Sia come sia, Roth non è uno scrittore irruento o istintivo, come vorrebbe far credere Montefoschi. Roth gira e rigira frasi, basta leggere una sua biografia o una qualsiasi sua intervista, per capire quanto il suo metodo sia puntiglioso e assolutamente anti-spontaneista. Il risultato è vitale e irruento semplicemente perché così è lo scrittore e - aggiungo io - perché ci sa fare e dominare pii registri e non accontentarsi.
Insomma mi pare che Montefoschi ci vada giù un po´troppo netto, forse per non particolare stima nei confronti di Roth(?).
Poi un´opinione personale: Roth è scrittore ancora migliore di Malamud, e credo che alla luce di questo possano essere lette le parole e le contestazioni precedenti.

Commenti

  1. Io la penso come te. Lonoff è l'idolo del giovane Zuckerman, non ci vedo poi alcun intento di ridicolizzarlo quando dice che rigirava le frasi. Zuckerman stesso rigira frasi, come Roth, del resto; entrambi sono dei gran "rigiratori", non solo di frasi, ma di ipotesi, idee, mi sembra che mettano sempre tutto in discussione mille volte, quindi non mi ritrovo affatto in questa visione di Montefoschi. Poi che Roth e il suo Zuckerman risultino impulsivi è tutto un altro paio di maniche, perdonami l'espressione. Io ho sempre saputo che Roth stimasse e apprezzasse molto Malamud. In ogni caso, se si vuol dimostrare il contrario, non mi pare proprio che questi siano argomenti convincenti.

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  2. grazie della risposta, da manuale :-)

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