MUSICA. NEW ORDER - MUSIC COMPLETE

IL RITORNO DEI VECCHI LEONI


Music Complete



Un disco dei New Order é...Non so cosa sia. Erano silenti di inediti da 10 anni, volendo considerare "Lost Sirens" - una collezione di outtakes - non più di materiale buono per fan e completisti.

Esce quindi "Music Complete", con una band però mai così incomplete, senza Peter Hook, bassista il cui suono peculiare ha ampiamente caratterizzato la musica del gruppo.
Per cui: scetticismo. Per cui: impressione che le vecchie glorie raschino il fin troppo proverbiale barile.

Per me un´ottima occasione di ascoltare con attenzione un gruppo che amo (e come resistere a un titolo programmatico come Music Complete?) e di proporre una recensione traccia per traccia, come si faceva una volta.

Reckless: si parte con un electropop tipicamente New Order (con inevitabili tocchi Depeche Mode), lievemente meno tirato rispetto alle atmosfere ad esempio di Get Ready. D´altra parte questo disco si preannunciava come ritorno al passato rispetto al suono piú chitarristico degli ultimi dischi. La melodia ha tocchi (anche questi inevitabili) new-wave. Molti lo hanno trovato un singolo dimesso, ma cresce con gli ascolti.

Singularity: qui il gruppo alza i beat, e si collega ad atmosfere più tipicamente synth-pop un po´alla Mesh (d´altra parte é un po´come il maestro che si ricollega all´allievo che si era ispirato al maestro). Niente di innovativo o sbalorditivo, ma funziona.

Plastic: per me il primo vero "colpo" dell´album, dove si recupera il tiro delle hit dei N.O. da Crystal a True Faith, ritornello con le classiche reiterazioni in rima di Summer, cori femmili, tappeto di beat e synth, come resistere d´altra parte a una frase come “you´re so special, so iconic” (se a ritmarla é appunto Summer?).

Tutti Frutti: rilettura Italo-dance che ricorda alcuni "Numeri" di Munk, il tutto eseguito comunque con classe e senza sbracare, nella strofa tipiche melodie New Order intercalate a inevitabili trucchetti (coretti, vocioni distorti), ritornello tipicamente italo, e indubbiamente gradevole.

People on the high line: comincia da una linea dance piuttosto italo e fine ´70, quindi come in 
un´ideale proseguimento-suite di Tutti i Frutti, melodie comunque un po´dimesse, andamento che ricorda un po´ Shellschock, momenti percussivi e giri di Synth e hand-clapping un po´pleonastici, forse primo momento dell´album dove scende la tensione.

Stray Dog: numero synth-pop con linea di basso tra Depeche e tipici New Order (ma si sente la mancanza di Hook) quasi uno strumentale “narrato” (da Iggy Pop - cosa che pare avere entusiasmato i più ma che a me pare la classica ospitata senza grande necessità) , quasi un esercizio di stile (anche se non ancora un puro riempitivo).

Academic: una chitarra e basso saltellanti e ritmati come nei migliori pezzi del gruppo, un bel tiro simile a canzoni paragonabili e chitarristiche come Crystal e 60 Miles An Hour, ma meno “galla” e machista nelle melodie, più nostalgia new wave e melodie molto catchy, secondo o terzo momento molto riuscito dell´album.

Nothing but a fool: canzone molto  costruita, lunga sette minuti, quindi ambiziosa nei cambiamenti di tono, inizio con arpeggio di chitarra e melodia riflessiva, poi nel ritornello troviamo un´ apertura melodica con chitarra tipicamente new-wave, melodia ariosa, affiora comunque un´ inquietudine un po´post-Joy Division, si palesano lunghe parti e code strumentali, una canzone che con ogni sua componente vuole ribadire “I New Order siamo noi, questa é la nostra musica".

Unlearn this hatred: elementi techno-house, piglio fortemente elettronico/martellante,  ritornello nuovamente synth-pop ma con quell´andamento tipicamente incalzante New Order, i  synth ad accompagnare Summer, produzione nitida e fantasiosa. Alla regia Rowlands dei Chemichal Brothers, non a caso.

The Game: altro electropop con un notevole cambio di tempo all´altezza del ritornello, forse uno dei brani più chitarristici e meno synth del lotto, vedi gli arpeggi sul refrain e la parvenza di assolo-svisata blues-psyc nel finale .

Superheated: melodie aperte (con la collaborazione dei Killers) su base Moroder, ritornello epico e super-trascinante, una collaborazione che dà valore aggiunto, degna conclusione-Hymn che si appiccica direttamente alla mente,  per un disco ricco di melodie avvincenti.

Giudizio finale
Un ritorno all´altezza, per un gruppo tutt´altro che privo di motivazioni, non ci si aspettano novitá dai New Order - uno direbbe - eppure c´é una freschezza notevole e almeno 3 brani da best of, e nessuna vera caduta di tono.
Voto da 1 a 10 se dovessi, direi tra 7+ e 7,5.



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