LIBRI E RECENSIONI. J.R.MOEHRINGER - IL CAMPIONE É TORNATO

L´EROISMO DELL´IMPOSTORE


Open, Agassi



Moehringer - per chi non lo sapesse (ma lo sanno tutti) - é la penna che sta dietro al celebrato Open, la biografia di André Agassi.
Giornalista e scrittore, premio Pulitzer per il giornalismo-reportage (in inglese "Feature Writing"), qui troviamo Moheringer alle prese con la storia del pugile Bob Satterfield (uno dei più grandi picchiatori di sempre, secondo Jake LaMotta) e di una impostura, vicenda diventata film (Resurrecting the champ, del 2007 e con il volto intenso di Samuel L.Jackson).

Questo libro é in effetti un reportage pubblicato nel 1997 sul Los Angeles Time, sulla curiosa vicenda in questione, un senzatetto, un barbone che afferma di essere (o essere stato) Satterfield, ufficialmente scomparso nel 1977.
Il tema é quindi quello - ben noto ma sempre vitale - della ricerca e dell´identitá, del confine tra verità e bugia narcisistica, con lo scrittore/giornalista carrerianamente in costante movimento tra il centro e il confine della storia.

Non ho mai letto Open ma posso capire come la scrittura secca, rapida, incisiva di Moheringer abbia conquistato i lettori, considerato poi che il tema sportivo mi pare calzare alla perfezione all´autore.

É una storia di eroi mancati o sedicenti, una storia di boxe e quindi in qualche modo "senza tempo" (peraltro Moehringer si inserisce in un tema da sempre al centro dell´attenzione degli scrittori, tra gli ultimi esempi pubblicati la Oates e la riscoperta di Gardner con Città Amara), che si interseca con la parabola personale dell´autore (abbandonato dal padre a 7 anni, un´assenza e necessità di ricerca che diventa quasi "ragione di vita" per il giornalista di indagine, in questo caso sportiva).

Le pagine più vivide sono comunque quelle dedicate alla boxe, la fatica, il sudore, una certa forma di cavalleria tra i pugili, le ossa che schricchiolano e cedono, e le interviste con coloro che potevano aver conosciuto Satterfield, nei bassisfondi delle città, tra esistenze prive di qualcosa, di visibilità, (di nuovo) di eroismo.

Da tenere conto che appunto non si tratta di un vero romanzo ma del confezionamento di un reportage attorno alla settantina di pagine effettive. Fatta questa premessa, é un ottimo modo di far conoscenza con un autore che - collegato a una tradizione illustre negli Stati Uniti (un nome su tutti: Ring Lardner) - mi pare non sia uno tra tanti.

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