DA PORDENONELEGGE 2015. FRANCESCO BIANCONI - LA RESURREZIONE DELLA CARNE

ZOMBIE E MALAVITA





Da grande fan dei Baustelle non potevo non andare a vedere Bianconi, seppur in veste di scrittore (anche se parte della presentazione é stata accompagnate da musiche elettroniche molto Malavita, provenienti da un computer e da uno xilofono).

Siccome l´ha detta lui, il frontman toscano mi ha anche tolto un grande peso e imbarazzo.
"Di norma diffido dei libri scritti dai cantanti, e probabilmente il mio non lo comprerei".

In effetti per ora non ho preso né il suo primo Il regno animale (nato come insieme di racconti poi unificati, una sorta di "romanzo non romanzo" secondo l´autore stesso) né questo ultimo La resurrezione della carne (romanzo più classico, nato in maniera tradizionale con un lavoro su "schemi e scalette").

Il nuovo romanzo ha qualche collegamento con la poetica baustelliana spesso fatta di disagio, oscurità e citazioni pop: abbiamo un aspirante scrittore-poeta che si scopre sceneggiatore di successo raggiunto con una serie sugli Zombie (riferimento a The Walking Dead), un evento drammatico deus ex machina, una Milano distopica del 2020 post-expo (Bianconi ci teneva tanto a sottolinearlo), il tema del cibo e dei grandi chef (ricordate Antropofagus). Molta modernità insomma, anche stuzzicante.

Impressione mia avendo sfogliato il libro e dalle letture durante la presentazione (incentrate quasi tutte sulla parte Zombie) è che forse la scrittura di Bianconi - pur nel tentativo di usare i registri horror e una certa tensione evocativa - ancora non sia all´altezza di tante ambizioni, ancora forse troppo "spontaneista"; il che se vogliamo è un paradosso visto che Bianconi paroliere è consapevole, ricercato e mi verrebbe da dire a un passo (anche molto piccolo) dalla Poesia con la P maiuscola.

Ma è lui stesso a chiarire come "il lavoro di scrittore di libri sia molto differente da quello di scrittore di canzoni.

Al di là del giudizio critico sul libro, vanno comunque riconosciuti al cantante-scrittore onestà, capacità di coinvolgere il pubblico, entusiasmo vero, passione per la scrittura e anche un notevole understatement (Bianconi - magrissimo e tutto vestito di nero - ha l´aspetto da Star, ma almeno apparentemente non gli atteggiamenti). Una bella persona, insomma.

Una bella persona che in chiusura rivela di aver chiesto nella vita un autografo a sole due persone: Houellebecq e Philippe Leroy-Yanez (vi ricordate Le Rane?), il primo incontrato qualche mese fa a Milano, il secondo - in una scena davvero romanzesca - in toscana all´età di 10 anni.

Così nascono le belle canzoni, così nascono i romanzi.

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