LE ANTICIPAZIONI - ROMANZI, AMERICA E DINTORNI

ITINERARIO TEMATICO: GRANDI E UN PO´DIMENTICATI

scrittori americani e inglesi

 

Non finisco di stupirmi per la quantitá e la qualitá di uscite che ci aspettano. Altro che morte del romanzo - ma quale crisi dell´editoria?
Al di lá di temi come quello sopra che porterebbero via troppo tempo e che d´altra parte non sono nelle mie corde e competenze (ammesso che io ne abbia) propongo un piccolo percorso tra scrittori americani (e uno UK) di sicuro valore e magari per diverse circostanze non proprio o non piú sotto le luci della ribalta. Anche se poi - come vedrete - sono storie differenti.

Inizio con Donna Tartt. Il suo Dio di Illusioni é diventato un best seller e anche un libro incensato dalla critica (il recensore banale direbbe: mettere insieme critica e pubblico).  Ai tempi fu un vero caso letterario, un best seller non annunciato, una sorta di versione noir e morbosa dell´Attimo Fuggente e/o una anticipazione meno autodistruttiva de "Le regole dell´attrazione".
Della Tartt mi piace che si centellina, dopo Dio di Illusioni é arrivato nel 2003 "Il piccolo amico" e poi nel 2013 Il Cardellino (la parola inglese - Goldfinch - é secondo me piú bella ed evocativa). Quest´ultimo é stato nuovamente e ampiamente lodato dalla critica (e dai colleghi - es. "The King") e acquistato dal pubblico.
Sono quasi 800 pagine, con un protagonista che passa dall´essere un 13enne sopravvissuto all´incidente dove la mamma muore al diventare un adulto tormentato, alienato e (ma certo) alcolizzato. Chi lo ha letto parla di un grande libro di sentimenti, fanciullezza, perdita, destino. Alcuni lo definiscono Dickensiano, una storia di formazione alla Oliver Twist, ma attualizzata.
Insomma motivi di interesse sicuri (per me). Esce a Marzo (salvo ritardi) da Rizzoli.

Un nome forse ancora piú classico (e discretamente piú dimenticato) della letteratura americana é quello di William Styron.
Piccolo cortocircuito non preparato ma scoperto in via di redazione di questo "articolo". Styron é conosciuto sopratutto per La scelta di Sophie, che é diventato fortunato film diretto da Alan J.Pakula, che a sua volta aveva comprato per 500.000 € i diritti di Dio di Illusioni, poi mai realizzato cinematograficamente. Tutto torna, insomma.
Styron é uomo e scrittore del sud, spesso quindi considerato erede di Faulkner (di cui é decisamente meno sperimentale e oscuro, a mio parere).
Styron in realtá ha una carriera sfaccettata e a volte furba, passata per scelte di temi "a grande presa" come il razzismo, e - proprio ne la scelta - il nazismo e sopratutto le sue conseguenze su identitá, memoria ed equilibrio.
E´ proprio il suo best seller sui neri, sullo schiavismo e sul razzismo, Le confessioni di Nat Turner, che Mondadori riporterá in libreria a Maggio.
Ai tempi provocó qualche controversia, Styron fu accusato di stereotipi o addirittura di essersi artificialmente impossessato della voce di un nero. Il libro fu comunque un successo di pubblico e critica. Per i curiosi e gli amanti dell´americana, secondo me quasi obbligatorio recuperarlo.

Terzo americano e ormai sempre meno dimenticato, qui da noi grazie sopratutto al meritorio lavoro della Minimum Fax, é Bernard Malamud.
Suo libro piú famoso: Il Migliore.
Suo libro di cui si é parlato di piú ultimamente: Il Commesso (mi attende su E-Book).
Suo libro considerato piú politico, e che gli valse un National Book Award e un Pulitzer: L´uomo di Kiev (titolo originale: The Fixer).
Partendo da una storia vera (una ingiusta accusa a un ebreo nella russia zarista) Malamud tocca nuovamente i suoi temi preferiti: quindi l´identitá ebrea, il rapporto di questa con il potere costituito - o meglio con il paese ospitante, la persecuzione e le necessitá di reagire.
Esce a Marzo sempre da Minimum Fax.

Mi sposto di continente per parlare di uno scrittore che potrebbe diventare una mia piccola ossessione, ovvero l´inglese (lui si discretamente dimenticato) Anthony Powell.
No perché io amo saghe familiari, romanzi enciclopedici e comunque opere che abbracciano varie epoche e Powell ha scritto un ciclo di 12 romanzi (12!) dal 1951 al 1975, sotto il titolo di "Dance to the music of time". In italia alcuni di questi sono stati tradotti e pubblicati frammetariamente da Fazi ed Einaudi.
Ora Elliot sta per far uscire il suo esordio (non incluso nel ciclo di cui sopra) dal nome di "Afternoon man" che include "In piccolo" tutti i temi poi inclusi nel ciclo, fondamentalmente un ritratto della societá inglese, che si muove (chiaro) tra individuale e sociale, sui toni sopratutto del comico e del satirico.
Powell non é sempre stato apprezzato: prolisso, molto (alcuni pensano troppo) raffinato, paragonato a Proust (chiaro coi 12 volumi), dico peró una cosa che mi ha parecchio incuriosito; Jonathan Coe nell´iniziare a concepire la saga del Circolo Chiuso (secondo me il suo vertice) era proprio ispirato dalla complessitá e fluvialitá dell´opera di Powell. Coe aveva pianificato 6 volumi, ma si fermó poi saggiamente a due.
E io rimango saggiamente in attesa di questo Afternoon man (a Marzo, come dicevo da Eliot); magari se compro tante copie li convinco anche a pensare ai 12 romanzi, chissá.

Per oggi ho finito...ho in mente peró altri ricchi itinerari tematici per cui, stay tuned folks!


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